| Feandil ( @ 2008-07-09 00:57:00 |
| Current location: | Puntic |
| Current mood: | |
| Current music: | My negation - Dark tranquillity |
| Entry tags: | porcodio |
Quando anche giocare a D&D perde di senso, la fine è vicina
Allora, oggi studiato. Sistemi hamiltoniani, linearizzazioni di sistemi di equazioni differenziali. Poi sono uscito a correre in campagna. Sono corso fino in quel posto da dove si vede l'isola di Pad, che come tutti sanno è giù a Oglio. Al sguas. Dopo il garat, il posto dove guardavamo le stelle, e le gere. Ad un certo punto nel fitto della campagna, mentre ascolto i soilwork, mi metto a correre in mezzo alle buche nella terra come se stessi fuggendo da qualcosa. Non c'era nulla, ma avrei voluto non che ci fosse, ma che riuscissi ad immaginare esistesse qualcosa da cui fuggire. La verità è che avevo voglia di pogare con la musica dei soilwork, come al concerto a novembre, ma in mezzo alla campagna non c'è nessuno disposto a farlo e allora ho cominciato a sbattermi contro gli alberi.
Rispetto a quando lo si fa contro i muri, gli alberi hanno una corteccia che graffia. Ora ho il gomito tutto graffiato. A chi mi domanda cosa mi sono fatto, o faccio una faccia stupita come se manco mi fossi accorto dei graffi, oppure rispondo candidamente che ho preso a gomitate un albero, anche se non è esattamente vero. In questa seconda ipotesi l'interlocutore mi guarda strano e mi dice che forse dovremmo fare 4 chiacchiere. Arrivo al sguas barcollando e gridando the bends dei radiohead. L'isola di Pad non c'è. Non c'è nessuno. Vorrei ci fosse almeno un vecchio cosi che si prendesse cura di me, dando un senso alla sua vecchitudine. Vorrei ci fosse il cugino di mio padre per supplicarlo di non dire nulla ai miei che sono li a gridare canzoni e a girare in tondo e se lo fa gli regalo la mia maglietta di Alemanno SINDaco tutta sudata, anche se ci sono affezionato.
Continuo a urlare canzoni dei Radiohead, tanto l'Oglio scorre lo stesso. Poi ci sono i faith no more. Urlo diggin the grave e vomito. Con lo stomaco vuoto non si vomita granchè.
In questo posto mi ci portava sempre mio nonno. Certi ricordano i morti ai cimiteri. O con inutili preghiere. Io nei posti dove ho vissuto con loro. Io studio in sala sotto le medaglie di mio nonno. Sotto le medaglie di Franco, che mi raccontano di come ha girato tutta la Spagna a cannonate in nome del Re per portare a casa uno stipendio dignitoso per aiutare la madre a sfamare i fratelli piu piccoli. O le medaglie della Russia, di come è tornato a piedi dal Don in inverno senza scarpe e senza cibo.
Penso a lui e alla sua sfortuna, di dovermi scegliere come nipote preferito, io l'unico maschio a portare il suo nome. Non ha avuto molta scelta, povero. Io a studiare sotto le sue medaglie solo per non capire un cazzo e perpetrare la mia inutilità, per piangere sulla vita che mi rovino da solo, per dormire. Lui che torna dalla russia a piedi. A piedi cazzo, in mezzo alla neve. Ma lo capite cazzodidio, a piedi? Io non avrei fatto un metro. Avrei solo ringraziato di poter rimanere la a congelarmi e a non dover subire e far subire agli altri l'umiliazione della mia inutilità.
Penso solo a come sarebbe bello congelare. Mio nonno diceva che non era male congelare, per quelli a cui succedeva, e che quasi stava capitando pure a lui, e che non era male. D'estate è veramente difficile congelare. Almeno qui a Puntic.
Mio nonno viveva per vedermi un giorno occupare sereno un posto nella vita. Per fortuna mio nonno è morto.